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Slitta il protocollo pagamenti elettronici: al tavolo anche chi usa contratti pirata

Il rinnovo del protocollo sui pagamenti elettronici, negoziato negli ultimi mesi tra associazioni delle imprese e prestatori di servizi di pagamento, resta in attesa di firma. A rallentare il percorso non è il contenuto dell’intesa, ma la questione dei soggetti ammessi alla sottoscrizione. Luciano Sbraga, viedirettore generale di Fipe-Confcommercio (Federazione italiana pubblici esercizi), chiarisce la posizione della Federazione: «Non abbiamo partecipato alla firma perché riteniamo che il protocollo debba essere sottoscritto esclusivamente da chi ha preso parte al negoziato. Non è accettabile che soggetti estranei al confronto si presentino al momento della firma». Il punto, precisa, non riguarda il merito dell’accordo: «Abbiamo lavorato per oltre un anno al rinnovo del protocollo con i prestatori di servizi di pagamento. Chi non ha mai partecipato al tavolo non può sedersi alla fine del percorso e firmare». Anche perché tra loro ci sono anche – denuncia Confcommercio – «soggetti che sottoscrivono contratti in dumping, alimentando pratiche che alterano la corretta concorrenza e comprimono diritti e tutele».

Le novità previste dal rinnovo

Il nuovo testo amplia la platea delle imprese che possono beneficiare delle condizioni agevolate. In particolare, viene estesa la soglia di fatturato per accedere alle offerte promozionali, che passa da 400mila a 750mila

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