Home / Animali / L’Italia ha perso un terzo dei suoi uccelli, la metà nelle zone di pianure. I numeri del declino e cosa bisogna fare ora

L’Italia ha perso un terzo dei suoi uccelli, la metà nelle zone di pianure. I numeri del declino e cosa bisogna fare ora

di Alessandro Sala

Il monitoraggio della Lipu sul nostro Paese nell’ambito di quello più ampio condotto a livello europeo. Meno chimica e più spazio agli impollinatori selvatici per provare ad invertire la rotta

L’Italia ha perso il 33% dei propri volatili selvatici, vale a dire uno ogni tre, sull’intero nazionale. E nelle pianure alluvionali la percentuale arriva a toccare il 50%, uno su due. Un calo fortissimo, certificato dall’ultimo monitoraggio della Lega italiana per la protezione degli uccelli (Lipu) nell’ambito del progetto internazionale Farmland Bird Index, che lancia un allarme sullo stato di salute demografica delle popolazioni che si riproducono negli ambienti agricoli italiani. Lo studio è finanziato dal ministero dell’Agricoltura nell’ambito della Rete nazionale della Pac, la Politica agricola comune della Ue. 

La conoscenza degli uccelli tra la popolazione è molto meno marcata rispetto a quella di altre specie. E nomi come torcicollo, calandro o saltimpalo probabilmente diranno poco a chi non si interessa di ornitologia o non studia le specie di volatili per altri scopi, scientifici o venatori. Ma quelle citate sono tre specie di volatili tipici delle aree agricole che possono dare il quadro del cambiamento in atto. 

Il torcicollo per esempio ha

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: