
di Marco Bruna
Contribuì a lanciare le carriere di Milla Jovovich e Sharon Stone. Accusato di abusi più volte, finì al centro di due grandi inchieste di «60 Minutes» e «BBC», ma venne incriminato solo dopo lo scandalo Epstein. Le carte divulgate dalle autorità Usa mostrano come organizzasse la rete del finanziere a Milano
«Le fantôme», il fantasma. L’agente di modelle francese Jean-Luc Brunel si vantò per tutta la vita di aver lanciato le carriere di alcuni tra i più grandi nomi del settore: Jerry Hall, Milla Jovovich, Rebecca Romijn, Sharon Stone, Christy Turlington. Basta scorrere lo struggente memoir di Virginia Giuffre – la grande accusatrice di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell, morta suicida lo scorso aprile – per capire come mai Brunel fosse considerato un fantasma: utilizzò per anni l’arma del ricatto sessuale nei confronti delle giovani donne affidate alla sua tutela.
Tra queste c’era proprio Giuffre, da lui ripetutamente violentata e molestata a New York e a Little Saint James, l’isola privata di Epstein. Intimo amico del finanziere pedofilo, Brunel fece la sua stessa fine: si suicidò in carcere il 19 febbraio 2022, nella prigione de La Santé. Come Epstein tre anni prima a New York, anche




