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Emilia-Romagna, l’apertura di de Pascale al Cpr agita il centrosinistra: no di Avs, M5S e Civici. FdI: «Discutiamo senza paletti»

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di Francesco Rosano

Il presidente dell’Emilia-Romagna ha rilanciato la proposta di un patto sulla sicurezza con il governo, senza escludere un Centro di permanenza per i rimpatri in regione. Immediato lo stop degli alleati, che richiamano il programma di mandato. Il Pd prova a smorzare il caso. La palla al Viminale

«Un errore», dice Avs Emilia-Romagna. «Noi diciamo no», sottoscrive il Movimento 5 Stelle. Anche i civici tirano il freno. E poi i maldipancia, sommersi, all’interno del gruppo Pd. La mano tesa al governo del presidente della Regione Michele de Pascale, con la disponibilità a dialogare sulla sicurezza anche valutando l’apertura di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in Emilia-Romagna, apre il primo vero strappo nella maggioranza di Viale Aldo Moro. Il Pd prova a derubricare il caso: «De Pascale ha chiesto un confronto — dice il capogruppo Paolo Calvano — perché le ricette del governo non stanno funzionando». Ma lo scatto dell’ala sinistra della coalizione dimostra che il terreno della sicurezza, e il possibile dialogo con il Viminale, è un campo minato. Soprattutto se, come sembra, il ministro Matteo Piantedosi andrà a vedere le carte del governatore dem.

La sponda di FdI: «Ma tocca al

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