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Vannacci «punta» Salvini, ma sul decreto Ucraina tiene la porta aperta al dialogo con la coalizione di centrodestra

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di Marco Cremonesi

Centrodestra in fibrillazione per la nascita della nuova formazione Futuro Nazionale

La notte porta Consiglio: «Deciderà il generale». Ma non è poi detto che oggi il decreto Ucraina ridisegnerà «il perimetro» del centrodestra. Roberto Vannacci annuncerà pubblicamente questa mattina la linea che i suoi «futuristi», i deputati che si riconoscono in Futuro nazionale, dovranno tenere sul decreto per l’Ucraina. 

Certo, a voler guardare, l’idea del generale che fondò un partito, di massima l’ha espressa ieri sui social in un post corredato da un collage dei titoli di giornali che nel corso del tempo hanno riportato le contrarietà leghiste al sostegno militare all’Ucraina: «Io sono sempre coerente con i miei principi e i mie valori». Insomma, lo sgambetto Vannacci lo vuol fare a Salvini.

È vero però che la fiducia sul decreto Ucraina evita che gli emendamenti vengano messi ai voti: e dunque non sancisce la sfiducia nei confronti del governo. Edoardo Ziello, uno dei due deputati ex leghisti che oggi sostengono Vannacci, ieri ha steso uno striscione per lo «stop ai soldi per Zelensky» insieme ai colleghi Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo (ex FdI) spiegando che «ci sentiamo interlocutori naturali del centrodestra».

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