
di Lorenzo Nicolao
L’incontro venerdì a Palazzo Widmann. L’assessore Bianchi risponde a Salvini: «Basta con le speculazioni mediatiche»
«Finora troppa risonanza e inutili speculazioni, mentre alcuni passaggi procedurali rappresentano comunque delle tappe obbligate. Tutte le parti in causa stanno lavorando per garantire la continuità dell’attività siderurgica e la tutela della forza lavoro (a Bolzano 580 dipendenti, ndr)». È la posizione filtrata in questi giorni dalla Giunta provinciale che, a fronte delle pressioni di sindacati, azienda e attenzioni mediatiche, risponde con alcune rassicurazioni sui fini, ma si riserverà solo ai diretti interlocutori, per ora, il confronto sui mezzi per raggiungerli. La questione sul tavolo è quella dell’utilizzo dei quasi 19 ettari della zona industriale, di proprietà della Provincia e occupati dalle Acciaierie Valbruna negli ultimi 30 anni, ora che la concessione è scaduta.
L’incontro con Urso
Come procedere dopo che il bando per la gara pubblica — che prevedeva un canone di 150 milioni per un diritto di superficie di 50 anni — è andato deserto lo scorso 15 gennaio? «Ci sono varie opzioni perseguibili», aveva dichiarato il presidente altoatesino Arno Kompatscher dopo l’incontro con il ministro per le Imprese e Made in Italy Adolfo Urso. Per fare ulteriormente




