Il Parlamento europeo ha dato il via libera al “Pacchetto vino”, valutato positivamente dagli addetti ai lavori (pur con alcune riserve). Dopo l’accordo provvisorio raggiunto a dicembre tra Consiglio e Parlamento Ue e il sì arrivato a gennaio dalla Commissione Agricoltura, il dossier ha infatti superato un altro snodo chiave, con un voto che non lascia spazio a interpretazioni: 625 voti favorevoli, 15 contrari e 11 astensioni. Ora resta l’ultimo passaggio formale, con l’adozione definitiva da parte del Consiglio Ue, prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e dell’entrata in vigore delle nuove norme.
Un pacchetto per affrontare la crisi strutturale del settore
Nel merito, il Pacchetto vino prova a rispondere alle difficoltà strutturali che il comparto sta vivendo, tra calo dei consumi, cambiamenti nei comportamenti dei consumatori e una pressione climatica sempre più evidente. Il testo mette insieme più linee di intervento: maggiori risorse per aiutare i viticoltori ad adeguare la produzione all’evoluzione del mercato, nuovi strumenti per fronteggiare eventi meteorologici estremi e fitopatie, regole più chiare per l’etichettatura dei vini dealcolati e a ridotto contenuto alcolico, oltre a un rafforzamento delle misure dedicate a enoturismo, promozione ed export.
Uno dei capitoli più delicati riguarda proprio l’etichettatura.




