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La crisi della chimica in Europa: persi 20 mila posti di lavoro e chiusure raddoppiate in tre anni

di Valentina Iorio

Lo studio del Cefic sull’evoluzione del settore dal 2022 al 2025. In Italia perso il 13% della capacità produttiva. Federchimica: «Serve un cambio di rotta»

Gli investimenti nel settore chimico in Europa sono diminuiti di oltre l’80% nel 2025 e le chiusure di stabilimenti sono raddoppiate. Dal 2022 il settore in Europa ha perso il 9% della sua capacità produttiva, con una riduzione
di 37 milioni di tonnellate
, a causa delle chiusure annunciate. I posti di lavoro persi, nello stesso arco di tempo, sono 20 mila. E altri 89 mila sono a rischio nelle filiere collegate. A fotografare la situazione di un settore che fatica a vedere una ripresa è il report «European Chemical Closures & Investments Radar 2022-2025, realizzato dall’European chemical industry council (Cefic), che riunisce le associazioni del settore dei diversi Paesi Ue, tra cui Federchimica per l’Italia.

Lo studio, pubblicato a fine gennaio, mostra una riduzione degli investimenti in capacità produttiva, scesi dai 2,7 milioni di tonnellate del 2022 ai soli 0,3 milioni rilevati finora nel 2025. La chimica europea ormai è alle prese con una contrazione strutturale della capacità produttiva, dato che il saldo tra investimenti e chiusure annunciate comporta una perdita

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