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Cuba, la crisi del carburante ferma i voli ma l’italiana Neos prosegue (con uno scalo tecnico)

di Leonard Berberi

Le compagnie canadesi fermani i collegamenti. Ma altri vettori decidono di proseguire aggiungendo una sosta per il rifornimento nei Paesi limitrofi

La crisi del carburante per gli aerei a Cuba costringe diverse compagnie aeree straniere a rivedere i loro collegamenti, arrivando anche a interrompere il servizio. Ma l’italiana Neos sta lavorando per «garantire l’operatività» sull’isola, magari inserendo uno scalo tecnico «nei Paesi limitrofi per l’eventuale rifornimento degli aeromobili». È quanto spiega al Corriere una portavoce di Alpitour, il gruppo che controlla l’aviolinea tricolore.

Il caos jet fuel

Nei giorni scorsi le autorità aeronautiche cubane hanno avvertito i vettori che sull’isola non c’è abbastanza cherosene per il rifornimento degli aerei nei nove scali, compreso quello principale dell’Avana. Questo nell’ambito delle misure di razionamento energetico adottate mentre l’amministrazione Trump interrompe l’accesso del Paese caraibico alle sue fonti di approvvigionamento di carburante.

Il «Notam»

C’è molta incertezza sulla durata. Il «Notam» A0356/26 — il bollettino di aeronavigabilità — riporta che dalle 5 del mattino del 10 febbraio (le 6 in Italia) «Jet A1 fuel not available», cioè il cherosene non è più disponibile. La data di fine della crisi è fissata l’11 marzo. Resta da capire se si tratterà di una

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