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Pubblica amministrazione, chi gioca d’anticipo per aumentarsi lo stipendio (fino a 360 mila euro)

di Antonella Baccaro

Dopo la dichiarazione d’illegittimità del tetto di 240 mila euro annui (255 mila con l’inflazione) la soglia potrebbe salire a 360 mila euro L’adeguamento dipende da un decreto del governo, ma qualcuno si è già mosso. I casi dal Cnel all’Inps, dall’Antitrust alla Consob

Sono passati più di sei mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il tetto fisso di 240 mila euro agli stipendi della Pubblica amministrazione, introdotto nel 2014 dal governo Renzi e poi portato a 255 mila, adeguandolo all’inflazione. La pronuncia ha avuto l’effetto, non retroattivo, di riportare in vigore il tetto preesistente, quello «mobile» del 2011, parametrato allo stipendio del primo presidente di Cassazione (311.658,53 euro). Soglia che, con i nuovi allineamenti al carovita, potrebbe salire a 360 mila euro.
Il condizionale è d’obbligo perché il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, si è affrettato a precisare che l’adeguamento al nuovo tetto non sarà automatico ma subordinato a un decreto della presidenza del Consiglio. Dunque, come e a chi dovrà essere applicato è da capire.

La corsa

Questo non vuole dire che, da luglio a questa parte, la sentenza non abbia cominciato a produrre alcuni effetti.
La ragione

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