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L’«Ecce Homo» di Antonello da Messina torna in Italia: lo Stato lo compra per 15 milioni e lo salva dall’asta

di Alessandro Vinci

Il dipinto è stato acquistato dal Ministero della Cultura tramite trattativa con Sotheby’s. La tavola del 1460 sarà esposta in un museo pubblico: in corsa ci sono Brera, Venezia o Capodimonte

L’ultimo Ecce Homo di Antonello da Messina di cui si aveva certezza che fosse rimasto in mani private «torna a casa»: in Italia. O meglio, all’Italia. Proprio mentre era sul punto di essere battuto all’asta da Sotheby’s è stato infatti acquistato dal Ministero della Cultura, attraverso il Direttorato Generale dei Musei, per 14,9 milioni di dollari (poco più di 12,5 milioni di euro): una cifra appena inferiore ai 15 che costituivano il massimo della stima di partenza effettuata dalla nota casa newyorkese, la quale ha dunque deciso di sottrarre l’opera al martello del battitore «a causa del forte interesse dimostrato dal governo italiano». 

Il post della Fondazione Federico Zeri

A dare notizia dell’acquisizione, avallata da un apposito comitato tecnico-scientifico, è stata lunedì mattina su Facebook la Fondazione Federico Zeri. Quello stesso Federico Zeri che per primo attribuì al grande maestro il dipinto in questione: «Il Cristo assume, con questa smorfia, addirittura un aspetto che oggi si definirebbe mafioso – scrisse nel 1985 –. È un’opera giovanile ancora ignota alla letteratura

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