
È iniziata una partita a risiko automotive fra BYD e Donald Trump con un obiettivo molto più importante rispetto alle apparenze. Iniziamo dalla prima mossa del colosso cinese, che nutre ambizioni a livello planetario. Il 26 gennaio 2026, quattro sussidiarie con sede negli Stati Uniti del gigante di Shenzhen hanno intentato una causa contro il governo federale presso la Corte del commercio internazionale degli Stati Uniti, come riporta la Caixin (una delle testate più influenti in Cina).
Le aziende contestano gli ordini esecutivi sui dazi su autobus a batteria e sistemi di accumulo di energia, ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA): una norma che conferisce al presidente l’autorità di regolare le transazioni economiche in presenza di una minaccia insolita e straordinaria alla sicurezza nazionale, alla politica estera o all’economia Usa, originata all’estero.




