
di Luigi Ippolito
McSweeney si addossa le colpe, ma la posizione di Starmer si è fatta insostenibile
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Il re è nudo: sacrificando il suo capo dello staff, il primo ministro britannico Keir Starmer è rimasto senza scudo e senza parafulmine, esposto ormai agli attacchi diretti alla sua posizione. Morgan McSweeney è stato ieri il capro espiatorio dello scandalo che continua a emanare da Lord Mandelson, l’ex ambasciatore a Washington in stretti rapporti col finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.
L’inchiesta sul lord laburista
McSweeney, annunciando le sue dimissioni, si è assunto la «piena responsabilità» della nomina di Mandelson, ma la scorsa settimana era stato lo stesso Starmer a dover ammettere di essere stato al corrente delle relazioni pericolose del lord laburista. Mandelson era stato cacciato dal suo posto a settembre, quando era emersa l’ampiezza dei suoi legami con Epstein, ma adesso si è scoperto che quando era ministro nel governo di Londra, fra il 2009 e il 2010, passava informazioni riservate al finanziere, circostanza sulla quale la polizia ha lanciato una indagine criminale che potrebbe costare a Mandelson addirittura una condanna all’ergastolo.
Occhi puntati
Adesso però tutti gli occhi sono puntati su Starmer, la cui




