
di Pietro Amante
In un modello di trauma cranico nel topo, il sonno disturbato si associa a una riduzione della fase Rem e a un aumento dell’affaticamento
Uno studio, pubblicato su Experimental Neurology evidenzia l’importanza del sonno ininterrotto per il recupero dopo un trauma cranico, dimostrando che nei topi traumatizzati il sonno frammentato si collega alla perdita della fase REM (rapid eye movement) e a un aumento dell’affaticamento. In particolare, la ricerca mostra che il sonno frammentato peggiora i sintomi causati da un trauma cranico (TBI) e che i topi non traumatizzati, a differenza di quelli che hanno subito il danno, possono compensare parte della perdita di sonno REM causata dalle interruzioni del sonno. Il sonno REM ha un ruolo fondamentale nell’aiutare il cervello a consolidare ed elaborare nuove informazioni e si associa a una migliore concentrazione e regolazione dell’umore. La perdita del sonno REM può ridurre le funzioni cerebrali e cellulari.
«Credo che il sonno sia stato a lungo sottovalutato come fattore determinante per gli esiti di un trauma cranico» afferma Olga Kokiko-Cochran, ricercatrice del Chronic Brain Injury Program e dell’Institute of Brain, Behavior, and Immunology presso l’Ohio State University e autrice senior della ricerca. «Una lesione




