
di Maria Volpe
Il conduttore si racconta a «Verissimo» su Canale 5, domenica pomeriggio
Carlo Conti, il re della normalità. Si è sempre definito così, ne è fiero e lo ha ribadito anche domenica pomeriggio da Silvia Toffanin a «Verissimo», in una sua rarissima apparizione da «intervistato» e su Canale 5. Dunque una lunga intervista dove la conduttrice tra un filmato strappalacrime e l’altro (con tanto di fazzolettini a sua disposizione) ha fatto sì che Conti si commuovesse, specialmente nel parlare della sua infanzia. «Babbo è una parola che non ho mai detto perchè il mio babbo è morto che io avevo 18 mesi – ha ricordato – e mia mamma mi ha tirato su da sola. Una mamma fortissima. Siamo rimasti anche senza soldi e lei ha ha fatto di tutto, tanti lavori, per farmi crescere e farmi studiare. Lei mi ha insegnato il rispetto e l’onestà». Un ricordo vivo e forte che non lo ha mai lasciato perchè consapevole che se ora lui è quello che è, lo deve solo a sua madre. Che per lui voleva un posto in banca, ma lo ha lasciato libero di fare le sue scelte. «Se mi ha mai detto bravo?




