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Aerei vecchi, pezzi mancanti, sistemi fuori uso: la crisi dell’aviazione civile russa. Che ora riesuma i Tupolev

di Leonard Berberi

Quattro anni dopo aver provato a invadere l’Ucraina, Mosca si ritrova alle prese con le conseguenze dell’embargo: gli Airbus e Boeing vengono messi progressivamente a terra e si ripescano i jet sovietici

Il prossimo 3 agosto lo Yakovlev Yak-40 con registrazione Ra-88188 spegnerà 50 candeline. Un traguardo di tutto rispetto per un velivolo trimotore, ad ala bassa, a corridoio singolo e progettato in piena era sovietica. Entro l’estate avrebbe dovuto essere dismesso e smantellato quando il suo ciclo di vita si sarà concluso per legge. «L’azienda prevede di sostituire lo Yak-40 con velivoli moderni», spiega la compagnia proprietaria, Vologda Air Enterprise. Che però nelle ultime settimane ha chiesto e ottenuto una proroga di altri dieci anni. Così questo aereo da 32 posti continuerà a volare ancora, e a trasportare passeggeri, nonostante l’ultimo Yak-40 sia uscito di fabbrica nel 1981. 

I jet occidentali fermi

Nell’autunno del 2023 — oltre un anno e mezzo dopo l’invasione dell’Ucraina — la compagnia russa Red Wings Airlines ha dovuto mettere a terra i suoi Airbus A320 e A321. Ha provato a continuare a utilizzarli nonostante le sanzioni contro Mosca, ma si è poi ritrovata senza pezzi di ricambio e senza più la

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