Scatta in Turchia la rassegna iridata e c’è anche il veronese, da team manager delle Nazioni strada e pista: “Tenere asta l’asticella delle aspettative”.
Giornalista
1 febbraio – 00:35 – MILANO
Che la Nazionale sia sempre stata la “sua” squadra, Elia Viviani non si è limitato a dirlo. Lo ha dimostrato nei fatti con una carriera esemplare che ha avuto l’apice in maglia azzurra, grazie all’oro olimpico di Rio 2016 nell’Omnium. Senza dimenticare il ruolo di portabandiera olimpico – con Jessica Rossi – a Tokyo nel 2021. E la chiusura in bellezza di fine ottobre, con il terzo titolo iridato in pista, nell’Eliminazione, a Santiago del Cile, è già storia: al veronese non piace star fermo e si è già calato nel ruolo di team manager strada e pista (oltre all’essere diventato ds di Ineos-Grenadiers) della Nazionale. Il Profeta ha le idee chiare su come dovrà essere la “sua” Italia. Da oggi, in Turchia, la prima rassegna internazionale, gli Europei su pista.
Viviani, da dove cominciamo?
“Da un primo concetto chiave: il supporto da dare agli atleti, soprattutto ai giovani”.
Sul tema, che




