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Iran: «incidenti», colpi segreti e vie d’uscita al nemico. Gli scenari paralleli (e la chiave della negoziazione)

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di Guido Olimpio

Una storia marcata da episodi oscuri, utili ad alimentare sospetti

Le esplosioni a Bandar Abbas e forse in altre località, le notizie inverificabili e i pompieri che indicano la fuga di gas. Ore di incertezze attorno all’Iran, pressato dalla diplomazia e dall’«Armada» di Donald Trump. È il ritorno di situazioni già viste nei momenti di grande tensione andate in scena da anni. Con tre guerre parallele: la prima di informazione e psicologica, la seconda fatta di colpi segreti, la terza reale con i bombardamenti. 

Conflitti condotti a volte in modo simultaneo oppure con mosse alternate lasciando degli intervalli di tempo. Pause di natura tecnica — servono preparazione, finestre d’opportunità — ma anche una tattica per lasciare delle vie d’uscita al nemico. 

La storia dell’Iran è stata marcata da episodi poco chiari, suscettibili di diverse interpretazioni e utili per alimentare sospetti. Una fabbrica in fiamme, il rogo in un sito strategico, il fallimento di un test missilistico, il blackout, i problemi a bordo di navi. 

Disastri provocati da cause accidentali, legate all’errore umano, ad avarie. Carenze croniche, embargo internazionale, livello del personale possono essere determinanti. Ovunque e non solo a Teheran. Ci sono

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