
di Francesca Basso
L’intervista al ministro degli Esteri: «Bruxelles, più decisioni a maggioranza. Kiev nella Ue? Prima i Balcani»
DALLA NOSTRA INVIATA
ZAGABRIA – «Mercoledì parteciperò a Washington alla riunione organizzata dal segretario di Stato Marco Rubio sulle materie prime. Americani, europei, coreani e giapponesi abbiamo tutti l’interesse comune di affrontare questa sfida commerciale e industriale con la Cina, che è il nostro competitor». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è a Zagabria per il ritiro dei leader Ue della famiglia del Ppe, che ha affrontato le priorità politiche europee per il 2026.
È d’accordo con il presidente del Ppe Weber quando dice che gli Usa di Trump non sono più affidabili al 100%?
«Dobbiamo fare di tutto per tenere unite le due facce dell’Occidente che sono anche i due pilastri della Nato. I rapporti transatlantici sono fondamentali, lo sono sempre stati indipendentemente da chi è il presidente degli Stati Uniti. Dobbiamo puntare sul dialogo a testa alta. Rimaniamo grandi interlocutori, penso adesso alla questione delle materie prime».
Si va verso accordi bilaterali o un’intesa a livello Ue?
«Come Paese industriale possiamo fare accordi bilaterali con tutti però, vista l’importanza strategica della questione materie prime e il fatto




