
di Stefania Ulivi
Incassi significativi e un interesse crescente nei giovani che non sempre trovano i film di culto sulle piattaforme digitali
Qualcuno volò sul nido del cuculo. Frankenstein Junior. Mulholland Empire. Taxi driver. La febbre dell’oro. In the mood for love. Fitzcarraldo. Sono solo alcuni dei titoli tornati nelle sale italiane in versione restaurata nelle ultime settimane, e molto apprezzati dal pubblico. Classici intramontabili, un tempo destinati ai vecchi cicli televisivi o alle rassegne d’essai, peraltro sempre popolari. Un fenomeno sempre più evidente, conferma Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, e ideatore del festival «Il Cinema ritrovato», pioniere della promozione del repertorio cinematografico. «Sono cambiati gli esercenti: fino a dieci anni ci guardavano, magari con affetto, come fossimo marziani. Ora è normale proporre i classici nella multiprogrammazione accanto alle novità. E è cambiato il pubblico: per i giovani vedere uno di questi film sul grande schermo è un’esperienza inedita e preziosa».
Parla anche da esercente, Farinelli. «Per il secondo anno il Modernissimo —la sala della Cineteca di Bologna, ndr — ha vinto il Biglietto d’oro, 156 mila tagliandi nel 2025. Con una programmazione tutta incentrata sulla storia del cinema, con titoli di repertorio. Questo




