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Pensioni, ecco cosa cambia davvero: stop alle scorciatoie, assegni più leggeri e TFR dirottato

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Dalla rimozione di “quota 103” e “opzione Donna” alla promozione della previdenza complementare. Ecco le novità del 2026 sul fronte pensionistico

Questo 2026 porta con sé alcune importanti novità sul tema pensionistico. La Legge di bilancio approvata a fine anno, infatti, delinea un quadro caratterizzato da un progressivo irrigidimento delle uscite anticipate e, al contempo, da una spinta decisa verso la previdenza complementare.

Visto l’aggravarsi della crisi demografica, con il numero di lavoratori che da anni è in costante calo, l’obiettivo del governo appare duplice: da un lato, garantire la sostenibilità del sistema pubblico nel lungo periodo e, dall’altro, incentivare i lavoratori a costruire un secondo pilastro pensionistico per compensare la riduzione dei tassi di sostituzione futuri.

La fine delle “quote” e delle misure sperimentali

Una delle modifiche più rilevanti riguarda il mancato rinnovo di alcune forme di flessibilità in uscita che hanno caratterizzato l’ultimo triennio.

Con l’entrata in vigore della nuova manovra, si assiste all’addio definitivo a Quota 103 (62 anni di età + 41 di contributi) e Opzione Donna (pensione anticipata con ricalcolo contributivo per le donne). Queste misure, nate con carattere sperimentale, non sono state rifinanziate per il 2026, segnando il ritorno a criteri di accesso

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