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Andrea Martella: «Uno Statuto speciale per Venezia, la città merita la sua autonomia»

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di Monica Zicchiero

Il candidato sindaco del centrosinistra in vista delle elezioni comunali: «Ripensare il contributo d’accesso»

«Per Venezia è necessario uno Statuto speciale». Il senatore e segretario regionale del Pd Andrea Martella, 57 anni, si è ufficialmente presentato venerdì mattina come candidato sindaco del centrosinistra (partiti, riformisti, democratici, liberali, civiche: dieci sigle) per le prossime elezioni amministrative. E ha calato l’asso sul tavolo: lo Statuto speciale, progetto vanamente accarezzato a destra e a sinistra da decenni e innesco di ben cinque falliti referendum per la separazione di Venezia dalla terraferma. 

La scorsa estate è stato al centro della battaglia a distanza tra destra e sinistra tra Luca Zaia che invocava Venezia Capitale e Martella che depositava un precisissimo disegno di legge che assegnava al capoluogo tutti i poteri costituzionali in capo alla Regione. Visibilmente emozionato, Martella racconta di avere «con umiltà accettato la responsabilità». Che è di battagliare dopo 11 anni di giunta di centrodestra di Luigi Brugnaro. «Per una discontinuità vera, ridare dignità, progetto e speranza ad una città che ha bisogno di cura e che in questi anni per una crisi di visione strategia ha perso troppo: residenti, funzioni, occasioni. Giovani».

Statuto

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