
di Paolo Grassi
Genna: «Serve un pianostrategico per la città». Mattioli: «Riaprire le porte a chi ha lasciato l’Unione»
Vittorio Genna e Mario Mattioli hanno superato il 10% dei voti assembleari necessari per proporre un’autocandidatura (statutariamente) valida alla presidenza di Confindustria Napoli. Entrambi gli imprenditori, insomma, dopo aver presentato nella serata di giovedì — a poche ore dalla scadenza del termine ultimo — la documentazione prevista, possono dirsi ufficialmente in corsa per la successione di Costanzo Jannotti Pecci, timoniere uscente dell’associazione di Palazzo Partanna.
Di più, sembra che l’attuale vicepresidente dell’Unione e del gruppo Ala abbia certificato — già in questa prima fase — un consenso superiore al 20%, il che lo porterebbe direttamente in Consiglio generale (dove si designerà il prossimo leader dell’Unione) a prescindere dalle consultazioni dei «saggi», che ascolteranno le aziende associate durante il mese di febbraio.
Anche dalle parti dell’ex presidente di Confitarma e attuale numero uno della Federazione del mare, però, ostentano sicurezza e fanno sapere di aver oltrepassato la fatidica soglia: «Siamo oltre il 20% dei voti complessivi — spiega una fonte —. Quindi parliamo di un dato nemmeno depurato delle eventuali e fisiologiche morosità». Come dire: «Siamo potenzialmente pure più avanti».




