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Un orso polare con gli sci ai piedi mangia un gelato seduto su un iceberg. È la scultura monumentale di Jacopo Allegrucci che ha fatto la propria comparsa nei giorni scorsi davanti al Palazzo della Triennale di Milano. Si tratta del quinto animale della serie realizzata dal creativo toscano, dopo la balenottera azzurra (che venne data alle fiamme in un atto vandalico), l’elefante della Namibia, la giraffa di Rothshild e l’ippopotamo. Tutte specie iconiche che risultano fortemente minacciate in natura.
Anche l’orso polare lo è. Stefano Boeri, presidente della Triennale, ha parlato di una «presenza burlesca, in ironica sintonia con le celebrazioni milanesi per le Olimpiadi invernali». Ironica lo è, pure troppo. L’orso polare è minacciato dalla perdita di habitat a causa del cambiamento climatico, l’aumento delle temperature comporta un sempre maggiore scioglimento delle calotte glaciali. Uno studio dell’Istituto polare norvegese diffuso nei giorni scorsi spiega che il grande cacciatore dei ghiacci ha già iniziato ad adattarsi al cambiamento e ha spostato la sua attenzione su prede terrestri, come la renna o il tricheco, che in passato gli erano meno




