
di Francesco Verderami
Il leader di Italia Viva e il generale si sarebbero incontrati in maniera riservata due volte in un circolo canottieri di Roma
Forse pensando che da sinistra non riuscirà a battere Giorgia Meloni, Matteo Renzi prova a sconfiggerla da destra. Perciò ha stretto rapporti con Roberto Vannacci, siccome il nemico del tuo nemico se non può essere un alleato è comunque un amico.
Così l’ex premier ha iniziato a discutere con il generale: si contano almeno due incontri riservati in un circolo canottieri di Roma. Non si sa quanto Vannacci sia forte in strategia, di certo Renzi in politica è il miglior tattico che ci sia. E ha iniziato a lavorarsi il nemico della nemica, sperando di convincerlo a staccarsi dalla Lega, presentarsi da solo alle elezioni e sovranamente azzoppare i sovranisti di governo. Secondo il leader di Italia viva, quel mondo al contrario fatto di pittoresche allusioni al Ventennio sottrarrebbe al centrodestra lo stretto necessario di consensi, «quel 3% che ci manca».
Perché Renzi ritiene che «con Schlein non ce la faremmo» e se Casa riformista — la sua ultima invenzione — non dovesse ottenere il 6%, sarebbe impossibile vincere. Ma




