di Mario Sensini
S&P conferma il rating dell’Italia BBB+. Il ministro dell’Economia: il lavoro paga. Il Pil dell’Italia cresce più del previsto (+0,7%) secondo l’Istat
Grazie alla tenuta dei conti pubblici e ad un’economia tutto sommato resiliente, e nonostante la sua dimensione, il debito pubblico italiano fa un altro passo avanti nel giudizio di affidabilità dei mercati. L’agenzia di rating Standard and Poor’s ieri ha confermato il rating di BBB+, equivalente a un rischio moderato di investimento, portando però da «stabili» a «positive» le prospettive sul giudizio a medio termine.
Non c’è ancora la A tanto attesa, che qualifica il debito come un investimento a basso rischio, ma al Mef, il ministro Giancarlo Giorgetti accoglie con favore l’ennesima promozione del merito di credito italiano. «La traiettoria di maggior credibilità verso l’Italia – ha detto – non conosce soste. Il lavoro paga». Del resto lo spread, il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi, ieri era intorno a 61 punti base, quando un anno fa era esattamente il doppio, ed il deficit del ‘25 potrebbe risultare addirittura inferiore al 3%, che ci farebbe comunque uscire dalla procedura Ue.
Il Prodotto interno lordo, intanto, dà




