
di Francesca Negri
Simoni (Monfort): «A Parigi per crescere». L’assenza del Consorzio al centro del dibattito. C’è l’esigenza di una figura che si occupi anche della promozione
Troppa polverizzazione, produzioni delle cantine private troppo basse per affrontare i mercati internazionali e, sicuramente, poca voglia di fare squadra. È questa, in sintesi, la fotografia di un Trentino del vino che ha deciso di declinare la sua presenza istituzionale in tutte le fiere internazionali, eccezion fatta per il Vinitaly di Verona: a Wine Paris & Vinexpo, in programma dal 9 all’11 febbraio a Parigi, e a Düsseldorf per il Prowein di marzo non ci saranno spazi espositivi collettivi raccolti sotto l’ala del Consorzio Vini né tantomeno dall’Istituto Trentodoc e questo certo non per mancanza di sostegno della Provincia di Trento, che ha sempre dato la sua disponibilità ad agevolare la promozione dei vini del territorio all’estero. I pochi produttori della provincia presenti a Parigi lo faranno in maniera autonoma, spesso approfittando di spazi condivisi messi a disposizione dell’Ice o dei distributori/importatori.
Parigi e il mercato internazionale
È il caso di Monfort che volerà a Parigi per il secondo anno grazie alla possibilità di avere uno stand di 9 metri quadri




