
di Elena Tebano
Il presidente repubblicano ha più che raddoppiato gli agenti della polizia anti immigrazione, reclutandoli attraverso slogan che strizzano l’occhio ai suprematisti bianchi, riducendo addestramento e controlli. E il governo ha promesso loro l’«immunità assoluta».
Il presidente americano Donald Trump ha fatto dell’Ice, l’Immigration and Customs Enforcement, cioè l’agenzia per il controllo dell’immigrazione, uno dei pilastri della sua politica interna. Per ottenere questo risultato, Trump e il suo governo hanno profondamente ristrutturato l’Ice, approfittando del fatto che risponde direttamente al presidente ed eliminando molte delle limitazioni previste normalmente per le altre forze di polizia. Ma così l’hanno anche trasformata in una minaccia per la democrazia e per i diritti fondamentali degli americani, come è diventato evidente con le uccisioni di Renee Good e Alex Pretti. Ecco come è potuto succedere.
1. Il governo Trump ha sostituito gli agenti dell’Ice con nuovi agenti inesperti
«Da quando Trump è tornato in carica, l’Ice ha assunto oltre 12.000 nuovi agenti e ha ampliato il suo organico a oltre 22.000 unità» scrivono gli analisti del Brookings (il più autorevole centro di ricerca americano sulle politiche pubbliche) Rashawn Ray e Gabriel R. Sanchez. Oggi oltre la metà degli agenti dell’Ice sono




