RITMI DA RECORD
Solo 16 mesi: è questo il nuovo riferimento arrivato dalla Cina per lo sviluppo di un’auto elettrica. Un tempo che in Europa sembra quasi irraggiungibile, abituati come siamo a cicli di progettazione che superano tranquillamente i tre anni. Eppure dall’altra parte del mondo questa velocità sta diventando la normalità. La domanda, allora, è inevitabile: come fanno? E soprattutto, cosa significa per i costruttori del Vecchio Continente?
IL CASO RENAULT
Lo spunto arriva da Shanghai, dove il Gruppo Renault ha creato l’Ampere China Development Center (nella foto qui sotto): un polo tecnico in Cina pensato per lavorare ai ritmi dell’industria cinese. È qui che la nuova Twingo E-Tech è stata sviluppata in 21 mesi, un tempo già sorprendente per gli standard europei. Ma l’obiettivo è ancora più ambizioso: realizzare due nuovi modelli derivati marchiati Dacia e Nissan in appena 16 mesi. Una velocità che mostra chiaramente come l’ecosistema cinese dell’auto elettrica permetta di comprimere tempi e costi in modi difficili da replicare altrove.
ECOSISTEMA RAPIDO
In Cina la filiera dell’auto elettrica è fortemente integrata. Produttori di celle, moduli batteria, motori elettrici, inverter, elettronica di potenza e software operano all’interno di distretti industriali molto compatti, spesso condividendo le stesse aree




