
di Guido Tortorelli
Una petizione lanciata su Change.org ha superato quota 30mila firme e viene anche proposto il ricorso al referendum abrogativo. Ma intanto il centrosinistra ha depositato una proposta di legge per cancellare la norma
Trentamila firme in pochi giorni e una proposta di legge per abrogare la norma. La misura varata dal Consiglio regionale lucano sull’”indennità differita” per i consiglieri continua a generare un forte impatto politico e sociale. Il provvedimento, approvato a fine dicembre, è stato interpretato da una parte dell’opinione pubblica come un ritorno ai vitalizi e ha riacceso un tema da sempre delicato nel rapporto tra cittadini e istituzioni.
La norma prevede che gli eletti possano maturare, a partire dai 65 anni, un assegno fino a 2.400 euro mensili. L’importo sarebbe pari a circa 600 euro per ogni mandato completo, con un contributo personale di 520 euro al mese, ma con un’integrazione a carico del Consiglio regionale pari a circa 1.430 euro.
A far discutere maggiormente è, però, la copertura finanziaria: per i contributi sarebbe utilizzato un fondo originariamente destinato a interventi sociali, disabili e persone fragili. Ed è proprio questo dettaglio ad aver alimentato la reazione più dura fuori




