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Le famiglie tossiche di Emma Dante: «Ho sempre indagato su legami morbosi e violenza domestica. Per farlo uso il dialetto, una lingua segreta»

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di Laura Zangarini

Alla regista palermitana la Biennale Teatro diretta da Willem Dafoe ha conferito il Leone d’oro alla carriera 2026. «Amo le sfide, mi sembra che l’gnoto mi aiuti di più»

«Ha evocato sul palco un teatro fatto di straordinaria semplicità e umanità, capace di guardare agli ultimi, ai dimenticati, ai reietti, a quelle marginalità umane e urbane (…). Il tema della famiglia, quello della morte e del compianto, del sogno e della fantasia, dell’amore e della violenza sono gli elementi con cui ha impregnato la sua creatività e la sua idea di teatro», e per questo suo lavoro Emma Dante, 58 anni, regista e autrice palermitana, è il Leone d’Oro alla carriera 2026 della Biennale Teatro di Venezia diretta da Willem Dafoe.
Al 54. Festival Internazionale del Teatro (Venezia, 7-21 giugno) debutterà in prima assoluta il suo I fantasmi di Basile, ispirato all’universo immaginifico dello scrittore napoletano Giambattista Basile cui la regista e autrice palermitana torna dopo la trilogia composta da La scortecata, Pupo di zucchero e Re Chicchinella.

La famiglia è un tema centrale del suo lavoro. Perché?
«Mi interessa indagare dentro quel piccolo nucleo di cui la società è un’amplificazione. È al suo interno che

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