
Il ragazzo, di origine egiziana, è accusato di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo dopo un’intensa attività di propaganda jihadista sui social. Un caso che riaccende l’allarme sulla radicalizzazione precoce e sul ruolo degli algoritmi nel reclutamento online.
Si era radicalizzato autonomamente, online, costruendo nel tempo una presenza digitale improntata alla propaganda jihadista. Un ragazzo di 17 anni, di origine egiziana e residente in provincia di Como, è stato raggiunto nelle prime ore di martedì da un’ordinanza di custodia cautelare con collocamento in comunità, emessa dal gip del Tribunale per i minorenni di Milano ed eseguita dai carabinieri del Ros, con il supporto del comando provinciale di Como. Il giovane dovrà rispondere di istigazione a delinquere aggravata dall’uso di strumenti informatici e telematici, con riferimento a reati con finalità di terrorismo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il minorenne avrebbe avviato già dal 2024 un’attività sistematica di diffusione e promozione di contenuti jihadisti attraverso i social network, con richiami espliciti allo Stato Islamico (Isis) e ad Al Qaeda. L’indagine, avviata nell’ottobre dello scorso anno dal Ros di Milano, ha preso le mosse dall’individuazione di una rete di profili attivi anche a livello internazionale, operanti su piattaforme come Instagram, TikTok




