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Fine dell’interventismo e nuova deterrenza: ecco la Strategia di difesa nazionale Usa 2026

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La Strategia di difesa nazionale 2026 segna una ridefinizione profonda della postura militare e geopolitica degli Stati Uniti. Il documento, elaborato dal Dipartimento della Difesa sotto l’amministrazione di Donald Trump, rivendica apertamente la rottura con l’approccio seguito per oltre tre decenni, accusato di aver disperso il vantaggio strategico americano attraverso guerre infinite, interventi di nation-building e un uso estensivo delle forze armate per obiettivi ritenuti astratti o scollegati dagli interessi diretti dei cittadini statunitensi. Il principio guida è esplicitato senza ambiguità: America First, pace attraverso la forza e realismo strategico. Secondo l’analisi del Pentagono, gli Stati Uniti sono entrati nel 2025 in uno dei contesti di sicurezza più pericolosi della loro storia recente, con il rischio concreto di conflitti simultanei su più teatri. Confini vulnerabili, narcotraffico e criminalità transnazionale nell’emisfero occidentale, indebolimento delle alleanze tradizionali e rafforzamento degli avversari strategici avrebbero creato una combinazione esplosiva. La difesa del territorio nazionale viene indicata come priorità assoluta e non negoziabile. La strategia lega in modo diretto la sicurezza dei confini alla sicurezza nazionale, prevedendo un ruolo delle forze armate nel supporto al controllo delle frontiere, nel contrasto all’immigrazione illegale e nella lotta ai narcotrafficanti, definiti come organizzazioni terroristiche. Allo stesso tempo, viene

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