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Un quadro allarmante emerge dal report «Mai più Green Hill» di Legambiente, che analizza i procedimenti penali e ripercorre 44 casi simbolo di crudeltà, evidenziando le criticità del sistema giudiziario
Un fenomeno diffuso e spesso impunito: in Italia sono tante e ancora troppe le storie di violenza e soprusi contro gli animali. A fotografare la situazione è il nuovo report di Legambiente «Mai più green Hill. Verso un’Italia che vede la sofferenza», che ripercorre 44 storie drammatiche che hanno segnato il nostro Paese: dal caso di Green Hill, l’allevamento di beagle a Montichiari dove quasi 3mila cani venivano usati per la sperimentazione alla storia dei cavalli dopati per vincere le corse, dall’uccisione dell’orsa Amarena in Abruzzo a quella del cane Aron bruciato vivo a Palermo. Lo studio mostra come siano state soltanto 850 le sentenze all’anno di condanna dal 2011 al 2017 presso le Corti d’Appello, a fronte di una media stimata di 5.600 procedimenti all’anno. Legambiente ha utilizzato come indicatore i 39.151 procedimenti penali per delitti contro il sentimento per gli animali registrati nel settennio dal 2011 al 2017 (dati Istat): il 70% contro ignoti è stato archiviato; il 30% ha visto l’inizio dell’azione penale, ma l’archiviazione di oltre



