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Jared Isaacman: «Riprenderci la Luna e sbarcare su Marte: l’obiettivo di Trump è quello della Nasa»

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Il numero uno dell’Agenzia: «Sul nostro satellite servirà una presenza stabile. Così rafforzeremo la leadership Usa»

«Gli americani sono esploratori, costruttori, innovatori, imprenditori e pionieri. Lo spirito della frontiera è scritto nei nostri cuori», dichiarò Donald Trump durante il discorso del suo secondo insediamento alla Casa Bianca. In quell’occasione, il presidente sostenne anche che gli americani avevano «lanciato l’umanità verso il cielo». Del resto, l’attuale inquilino della Casa Bianca non ha mai nascosto di considerare lo Spazio come un settore strategico sia in termini geopolitici che economici. È con questa convinzione che, a dicembre, ha firmato un ordine esecutivo in cui ha stabilito come priorità quella di «riportare gli americani sulla Luna entro il 2028». In tal senso, agli occhi del presidente, la Nasa riveste un’importanza di primo piano. Per comprendere al meglio le sue intenzioni, La Verità ha intervistato in esclusiva il capo (administrator) dell’agenzia spaziale statunitense: Jared Isaacman. Nominato da Trump a novembre, è stato confermato dal Senato il 17 dicembre. Pilota e astronauta, Isaacman è anche un imprenditore: ha fondato Shift4, società di elaborazione dei pagamenti, e Draken international, azienda attiva nel settore dell’aviazione militare. Considerato vicino a Elon Musk, ha inoltre guidato, nel 2021, Inspiration4:

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