Per la prima volta nella storia della ricerca sulla fusione nucleare, un esperimento ha portato un reattore a superare stabilmente quella che per decenni è stata considerata una barriera invalicabile alla densità del plasma, aprendo potenziali nuove strade verso la produzione di energia pulita su larga scala.
La svolta è arrivata al Experimental Advanced Superconducting Tokamak (EAST), il cosiddetto “Sole artificiale” costruito in Cina dagli istituti di ricerca dell’Accademia cinese delle scienze. EAST è uno dei reattori a fusione più avanzati al mondo e già detiene record di durata per il mantenimento del plasma a temperature stellari — oltre 1.066 secondi (quasi 18 minuti) con plasma superiore ai 100 milioni di gradi Celsius.
Superare il “limite di Greenwlad”. I tokamak, reattori a forma di ciambella, confinano gas ionizzato (plasma) con campi magnetici intensi per riprodurre sulla Terra ciò che avviene nel cuore del Sole: la fusione degli atomi di idrogeno in elio con rilascio di enorme energia. In natura, la densità e la pressione sono tali da permettere queste reazioni in modo continuo.
Nei reattori umani la temperatura deve essere decine di volte più alta per compensare la pressione più bassa rispetto a quella che si ha nel




