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Petroliere, la «flotta ombra» che trasporta greggio e fa litigare Usa e Russia (anche nella notte di San Silvestro)

di Stefano Agnoli

Il fenomeno «shadow fleet» secondo gli ultimi dati arriva fino a 3.200 navi. Alcune («dark fleet») si muovono in barba alle regole, altre («grey fleet») sono borderline. Il caso della «Bella 1»

È l’ultimo episodio del «guardie e ladri» che dall’invasione russa dell’Ucraina vede navigare nei mari del pianeta più di tremila «navi ombra» che trasportano carichi sotto sanzione europea o americana, soprattutto petrolio e gas da Russia, Iran e Venezuela. Ma quello che riguarda la «Bella 1», petroliera di 333 metri (in queste ore in navigazione nell’Atlantico) avviene in un contesto internazionale particolare, ovvero mentre è in corso una delicata trattativa di pace che vede Trump, Putin, Zelensky e gli europei direttamente impegnati. E allora anche eventi secondari, come il destino di una «nave ombra», possono creare complicazioni e diventare rilevanti. 

L’inseguimento nella notte di San Silvestro

Ciò che è accaduto nella notte di San Silvestro è che il governo di Mosca ha ufficialmente chiesto che la Guardia Costiera americana cessasse il lento inseguimento della «Bella 1», iniziato qualche giorno prima di Natale, quando la superpetroliera ha invertito la rotta verso il Venezuela senza dar seguito alla richiesta di ispezione delle autorità Usa.

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