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Fausto Zanardelli: «I Coma Cose erano una gabbia, mi sentivo un ghost writer. Siamo andati in burnout: pericoloso mischiare amore e musica»

di Andrea Laffranchi

Il cantante lancia il singolo «A tanto così» con lo pseudonimo di Fausto_Lama. E spiega: «I Coma_Cose esistono con me e Francesca. Senza uno sarebbe un karaoke. Ma non escludiamo di tornare un domani»

Un nuovo inizio. Per Fausto Zanardelli i primi giorni di questo 2026 non sono solo la scusa per mettere sull’agenda i buoni propositi. Esce oggi «A tanto così», canzone che segna una doppia ripartenza. Quella artistica, dopo dieci anni di progetto Coma_Cose. E quella personale, dopo la separazione da Francesca Mesiano che era l’altra metà anche artistica.

Si capisce che nella canzone parla di Francesca: chi altri potrebbe essere quella ragazza che scintilla ma che è andata a scuola di calci nel cuore…
«Certo che è lei. Parte tutto dalla sincerità e dall’esigenza di non nascondersi: mi sento un cantautore e quindi parlo del mio vissuto. Lasciare quel tema in sospeso sarebbe stato una sconfitta da autore. Questa canzone risponde all’esigenza di dirmi che esisto. E mi aiuta anche a dissacrare le derive gossip. Parlo attraverso la musica e non rispondendo ai commenti e a quello che leggo. È il mio modo per dire “ciao come va?”».

Perché è

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