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Cathy La Torre: le mie storie di donne defraudate

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di Laura Zangarini

L’avvocata: in «Tutte le volte che le donne…» racconto scienziate, dottoresse e attiviste a cui non riconobbero i meriti di scoperte e battaglie civili

Valentina Tereškova. Trotula. Alice Guy. Billie Jean King. Se non sapete chi sono queste donne, ve lo racconta Cathy La Torre, avvocata bolognese e attivista Lgbtq+, in Tutte le volte che le donne…, indagine teatrale attraverso secoli di scoperte compiute da donne, poi dimenticate, «scippate» o semplicemente ignorate.

Prima data del 2026: Teatro Storchi di Modena (9 gennaio), poi in tournée fino al 16 maggio con tappe a Roma (Teatro Italia, 24 gennaio) e Milano (Lirico G. Gaber, 3 febbraio).

«L’idea è nata circa quattro anni fa — racconta La Torre, che in ottobre ha pubblicato Non si può più dire niente. Manuale di sopravvivenza tra politicamente corretto e linguaggio inclusivo (ROI ed.) —, dopo la visita a una mostra che trattava l’arte di pittrici rese invisibili dietro uno pseudonimo maschile. Incuriosita ho allargato il campo di ricerca oltre l’arte, realizzando che la storia è disseminata di donne le cui scoperte sono state defraudate da uomini o a essi attribuite».

Esempi? A bizzeffe. «Il primo trattamento contro

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