
di Federico Fumagalli
Sul podio il Maestro Davide Catina. Tra il pubblico, che applaude con trasporto, ci sono parecchi genitori insieme ai loro figli
La prima mattina dell’anno, Città Alta è piena zeppa. Lo sarà, presumibilmente, anche nei successivi 364 giorni di questo 2026 che tutti confidano (ci credano davvero o meno, ma pensare il contrario è controproducente) sia carico di belle speranze.
I pensieri felici vengono tradotti in musica. Quella del tradizionale Concerto di Capodanno al Teatro Sociale. L’Orchestra Filarmonica Italiana si presenta in grande spolvero. Sul podio il Maestro Davide Catina. La sua è una direzione giovane ed empatica, adeguata al programma e all’occasione. Che è di festa e leggerezza. «L’augurio mio e dell’Orchestra – dice il Maestro – è di coltivare ogni giorno dell’anno, che è appena iniziato, quella santa spensieratezza proveniente da questa musica. Che è semplice, leggera ma molto profonda».
E questo Concerto di Capodanno è fra i migliori delle ultime edizioni. Con una scaletta che non cerca di stupire a ogni costo, ma decide di mantenere la retta via tracciata dai valzer, dalle polke, dalle marce che hanno collocato la dinastia Strauss ai vertici della musica del secolo XIX




