
Il padre dei bambini di Palmoli potrà vedere i figli a Natale solo per poche ore. La struttura nega il pranzo insieme «per evitare precedenti». Intanto esplode la polemica sulla perizia psichiatrica disposta dal Tribunale dei minorenni
Il Natale, per la famiglia del bosco di Palmoli, sarà scandito dall’orologio. Niente tavola condivisa, niente pranzo simbolo di unità e riconciliazione. Nathan Trevallion potrà incontrare i suoi figli il 25 dicembre solo per due ore e mezza, dalle 10 alle 12.30, all’interno della struttura protetta che li ospita. Oltre quel limite, nessuna deroga.
La richiesta di trascorrere insieme il pranzo natalizio è stata respinta. La motivazione, comunicata dalla responsabile del servizio minori della casa famiglia, è formale ma pesante: il regolamento interno non lo prevede e concederlo a un genitore aprirebbe la strada ad altre richieste analoghe. In altre parole, un precedente.
Un no che pesa più del calendario
Il diniego arriva in un momento già segnato da decisioni difficili. Solo poche ore prima, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva escluso il ricongiungimento familiare, confermando il collocamento dei tre minori nella struttura di Vasto. I bambini – due gemelli di sei anni e la sorella maggiore di otto – vivono




