
Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana difesa animali e ambiente: «Il suo esempio resterà sempre d’ispirazione per tutti noi che ci battiamo, ogni giorno, per difendere i più indifesi»
Il mondo del cinema dice addio a Brigitte Bardot, morta il 28 dicembre a 91 anni. Eppure lei, iconica attrice francese dallo stile anticonformista, il grande schermo l’aveva salutato già nel 1973, quando all’apice della carriera decise di abbandonare il set per dedicarsi agli animali.
Un anno spartiacque, che divide la sua vita in due fasi: da una parte le apparizioni sulle riviste (prima tra tutte quella su Elle, che nel 1950 attira l’attenzione di Marc Allégret, celebre registra e sceneggiatore) e il cinema (il successo sul grande schermo è segnato dal film senza veli «Et Dieu… créa la femme», nel 1956); dall’altra, invece, il suo amore per gli animali e, soprattutto, il suo impegno per tutelarli. Battaglia dopo battaglia, fino alla creazione della Fondazione Brigitte Bardot per il benessere e la protezione degli animali, con l’intento di supportare cause e lavoro di associazioni animaliste, e a cui oggi lascia tutta la sua eredità.
Ma, per quanto lei stessa dopo il 1973 abbia più volte dichiarato di avere «ogni tanto




