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11 settembre, la lettera inedita di Oriana Fallaci: «Io credevo d’aver visto tutto, nella mia vita. E invece no»

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La lettera inedita di Oriana Fallaci al suo avvocato il giorno dopo gli attentati alle torri gemelle

New York, the day after.

Caro Francesco,

come ho cercato di farle sapere attraverso il mio ufficio che fino a stamani era isolato ed ora è in grado ricevere e trasmettere fax, da qui cioè da casa mia non posso chiamare oltreoceano. Ieri ci ho provato invano per ventiquattr’ore. (Ho tentato anche con la Spagna e con Parigi). In certa zone, infatti, i sistemi di comunicazione oltreoceanica dipendevano da una delle due torri crollate.

Non so che vi hanno fatto sapere i corrispondenti locali. La televisione italiana da ieri non ci arriva (suppongo per gli stessi motivi del telefono) e i giornali ancor meno. Tutti gli aeroporti di tutti gli stati sono chiusi. Dovunque sono un attentato raccontino.

La città è paralizzata. Le strade sono completamente vuote come nei film “l’ultima spiaggia”. Tutto è immobile. Gli edifici circostanti vuoti. Ai soliti assordanti rumori é sostituito un silenzio da cimitero. Un silenzio interrotto soltanto dagli aerei militari che sorvegliano l’isola di Manhattan. I ponti e i tunnels che da Manhattan portano a Brooklyn, e altrove, sono chiusi. Si possono attraversare soltanto a piedi ma dopo

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