di Alessandra Puato
Federica Boffa Pio, socia di maggioranza della storica azienda di rossi, presenta le proprie etichette a Parigi e nella Champagne. Si allarga fuori dalle Langhe e apre una cantina avveniristica. «Servono mercati nuovi, noi giovani lavoriamo con le alleanze»
Federica Boffa Pio, 28 anni, socia amministratrice e nei fatti amministratrice delegata di Pio Cesare (sua storica affermazione: «Gestione collegiale, ma alla fine decido sempre io»), è la principessa del Barolo. Appassionata di libri, sta leggendo «Devozione» di Charlotte Wood. Il titolo dice molto di lei che con pacatezza e caparbietà sta sfidando il nemico numero uno dei viticoltori italiani: la Francia. Il 2 giugno, prima volta nella storia di Pio Cesare, era a Reims, la patria dello Champagne, alle Caves du Forum, cantina fornitissima sul tema; e il giorno successivo a Parigi, per incontrare i ristoratori: fra gli altri lo chef Pierre Gagnaire, tre stelle Michelin. Prima ancora è stata a Saint Tropez, la prossima tappa è sulle Alpi francesi.
«Vado a presentare ai francesi i nostri vini», dice. Il 28 maggio ha illustrato a Milano il suo nuovo grande bianco, il Derthona Timorasso Riserva 2023 Colli Tortonesi, con il quale l’azienda albese fondata




