
di Greta Privitera
Intervista al politologo, tra i massimi esperti al mondo di Iran: «Teheran fermerebbe l’arricchimento dell’uranio. Ma vuole la revoca delle sanzioni»
Vali Nasr — ex consigliere di Obama, professore alla Johns Hopkins e uno dei massimi esperti di Iran —, a che punto siamo tra Repubblica islamica e Stati Uniti?
«Si cammina sul filo del rasoio. C’è un tentativo disperato di trovare una soluzione diplomatica, anche perché se non si trova l’alternativa è il ritorno alla guerra».
Siamo vicini a un’intesa?
«Potrebbe succedere. O potrebbe continuare questo scenario di andirivieni diplomatico. C’è molta pressione su Trump perché scenda a compromessi, perché la sua posizione di partenza non era quella di fare un accordo, ma di esigere la resa della Repubblica islamica. Gli iraniani stanno resistendo. Hanno adottato una posizione precisa: non negozieranno nel merito di nulla finché la guerra non sarà finita. Prima deve esserci un accordo per porre fine al conflitto, revocare il blocco economico, riaprire lo Stretto di Hormuz. Solo dopo si siederanno al tavolo. Trump invece vuole tutto in una volta sola, alle sue condizioni. Gli iraniani non si fidano e non accettano un diktat americano».




