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Putin-Xi Jinping: lo «schiaffo» del gas e le crepe nell’alleanza

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L’alleanza fra Cina e Russia è stata determinante per consentire a Vladimir Putin la sua aggressione all’Ucraina. Ma questa alleanza ha dei limiti. Di recente ha mostrato le crepe, dietro l’apparenza di una solidità granitica. In particolare, Xi Jinping si mostra molto meno ingenuo di quanto lo furono gli europei nei decenni passati: non vuole consegnarsi a una eccessiva dipendenza energetica da Mosca. 

Lo si vede dal fatto che Xi continua a bloccare la costruzione di un gasdotto a cui Putin tiene moltissimo. Mentre a Xi sta bene che la Russia sotto Putin scivoli verso la sfera economica cinese e una crescente dipendenza da Pechino, non deve accadere il contrario.
A spiegare la logica cinese è una fonte autorevole: Sergey Aleksashenko, economista ed ex vicegovernatore della Banca centrale russa. Aleksashenko propone una lettura disincantata del grande progetto energetico che dovrebbe suggellare la svolta strategica della Russia verso l’Asia. La sua tesi: il gasdotto Power of Siberia 2, che il Cremlino considera essenziale per compensare la perdita del mercato europeo, incontra un ostacolo fondamentale. La Cina non ha alcuna urgenza di comprare il gas russo nelle quantità e ai prezzi che Mosca considera necessari.

Lo ha confermato la visita compiuta

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