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Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione

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Sono finiti sotto indagine un magistrato contabile in pensione, un avvocato e un’altra persona. Secondo l’ipotesi degli investigatori gli indagati avrebbero cercato di pilotare il progetto

9 giugno 2026 (modifica alle 20:29) – MILANO

Un gruppo di persone avrebbe cercato di pilotare il maxiprogetto del Ponte sullo Stretto. È il perno su cui si basa l’indagine della Procura di Roma in cui si procede per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione dell’infrastruttura. Un gruppo la cui figura chiave sarebbe l’ex presidente aggiunto della Corte, Tommaso Miele, in pensione dal febbraio scorso. Il procedimento, coordinato dall’aggiunto Giuseppe De Falco, riguarda presunti tentativi di condizionare l’esame di legittimità dei giudici contabili sull’approvazione del progetto definitivo dell’opera. I carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e nel Frusinate sequestrando dispositivi elettronici e documentazione ritenuta utile agli accertamenti. Con Miele risultano indagati anche Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”, e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, già componente del cda della società Stretto di Messina Spa e dal 2021 al 2024 commissario della Lega in Calabria. 

“società estranea”—  

“Abbiamo accolto

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