
L’ex Team Principal sul giovane pilota della Mercedes, che all’epoca aveva 10-11 anni: “Non avevamo la struttura per gestire talenti così giovani. Per lo stesso motivo stavamo perdendo anche Leclerc”
Jacopo Morelli
9 giugno – 15:22 – MILANO
A Monaco i meccanici della Ferrari festeggiano alle spalle del cordone di commissari che li separa dalle vetture dei primi tre classificati. Sono lì per Hamilton, ovviamente, ma non di rado dal gruppo in rosso si leva qualche “bravo Kimi” all’indirizzo del vincitore, Antonelli, al quinto successo consecutivo in Formula Uno. E chissà se qualcuno, tra i ragazzi del Cavallino, vedendo un diciannovenne cresciuto a pane e motori a pochi chilometri da Maranello sommerso nell’abbraccio collettivo della Mercedes, non si sia chiesto: ma com’è possibile un talento del genere non corra per noi?
la scelta ferrari—
Una risposta c’è. E a darla è chi, negli anni in cui Wolff scopriva il talento di Antonelli, era alla guida della Scuderia: Maurizio Arrivabene. “Nel mio ultimo anno in Ferrari, nel 2018, Kimi aveva 10-11 anni – racconta l’ex Team Principal al Quotidiano Nazionale – ma in quel periodo non avevamo ancora




