
Il francese nella seconda metà di stagione ha moltiplicato il proprio minutaggio, proprio quando il tecnico nerazzurro l’ha dirottato dal centro verso l’esterno
A un certo punto Andy Diouf ha spinto il tasto “on”. L’ha fatto in ritardo, dopo aver vivacchiato per un’ora a caccia di sé stesso e della posizione. Di questo ruolo da esterno su cui dovrà lavorare. Ma alla fine s’è accesso: prima la serpentina che ha favorito il tap in facile facile di Esposito – dieci gol stagionali per l’azzurro, non male -, poi lo scatto in contropiede per il pareggio a un paio di giri dal gong. Un grazie a Chivu, che in sala stampa l’ha elogiato a più riprese, e al ventenne Topalovic, bravo a regalargli l’assist perfetto con una bella imbucata. Diouf potrà dire di aver chiuso la stagione segnando in campionato, in Coppa Italia e pure in Champions League. A gennaio siglò il gol del 2-0 al Borussia da subentrato.
crescita—
Chivu ne ha sottolineato le qualità tecniche e la voglia di mettersi in mostra: “È un giocatore da Inter. Anche quando c’era qualcuno che lo criticava. È migliorato, ha avuto chance e le ha sfruttate. E poi dribbla, sterza, ha un




