
di Silvia Ognibene
Nel 2025 crescita inferiore a quella dell’Italia
La Toscana continua ad arrancare, con una crescita debolissima nel 2025 le cui ragioni non vanno però ricercate (solo) nella congiuntura globale quanto (piuttosto) in una struttura produttiva che ormai si regge su imprese piccole e con specializzazioni produttive di basso valore. La conferma arriva dal rapporto congiunturale di Bankitalia, dove si legge che nell’ultimo anno l’economia regionale è cresciuta appena dello 0,4%, contro l’ugualmente asfittico 0,5% italiano, rimanendo intrappolata nella fase sfavorevole che dalla crisi pandemica è diventata una costante, con la dinamica del valore aggiunto regionale stabilmente inferiore rispetto alla media nazionale e soprattutto delle altre regioni del Centro Nord.
Il fatturato dell’industria ha perso il 2,7% e non si trova conforto nel più 8,6% delle esportazioni: depurandolo dai due comparti trainanti, che sono la farmaceutica e i metalli preziosi, l’export vira in negativo.
L’occupazione ha avuto un andamento stazionario, ma i salari reali non hanno recuperato la prolungata perdita di potere d’acquisto avvenuta tra il 2008 e il 2023, a causa sia del forte rialzo dei prezzi che delle dinamiche retributive peggiori rispetto al resto del Paese: in Toscana si guadagna meno.



